Nell’ultimo semestre, i mercati obbligazionari globali hanno registrato una significativa tensione, spingendo al rialzo i tassi di interesse sui titoli decennali in Stati Uniti, Europa e Giappone.
Questa dinamica non è guidata da politiche monetarie restrittive uniformi, ma da una complessa combinazione di fattori geopolitici, economici e finanziari.
Inflazione energetica
Le tensioni geopolitiche e le fluttuazioni dei mercati energetici hanno spinto i prezzi del petrolio verso l’alto. Questo ritorno di fiamma dei costi energetici ha ravvivato i timori di un’inflazione persistente, costringendo gli investitori a prezzare un premio di rischio maggiore sui titoli di Stato a lungo termine.
L’effetto Giappone e il Carry Trade
La Banca del Giappone ha impresso una svolta storica alla sua politica, alzando i tassi e riducendo l’acquisto di bond. Questo ha innescato i rischi di smobilitazione del cosiddetto — la strategia che sfruttava i tassi a zero dello yen per investire in attività estere più redditizie — generando scossoni di liquidità e vendite di obbligazioni globali per rientrare sui mercati nipponici.
In attesa delle trimestrali di ottobre
Per ora i listini azionari hanno reagito compostamente dimostrando una razionale freddezza motivata con le attese ancora forti di utili. I tassi piu elevati potrebbero, per gli investitori azionari, essere compatibili con la forza delle economie. Le prossime trimestrali di ottobre saranno molto importanti per verificare se la fiducia nella crescita economia ed aziendale sia ben riposta.
a cura di Giulio Zaccagnini



