Riprendiamo il commento di Giulio Zaccagnini, senior portfolio manager di Consultinvest Sgr,
rilasciato a The Signal
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“Ad una prima valutazione e considerando che le misure di aumento delle fees sono solo
proposte potremmo dire che sui costi l’impatto ci sarà ma non dovrebbe essere importante.
Dipenderà poi da azienda ad azienda e a seconda della grandezza di fatturato e dei margini
generati”, dice a The Signal Giulio Zaccagnini, senior portfolio manager di Consultinvest Sgr.
“Microsoft, per fare un esempio spannometrico, ha utilizzato circa 6000 visti nell’ultimo anno
fiscale. Ipotizzando che riproponga lo stesso numero di visti e la fee proposta su H-1B fosse di
100mila dollari su ciascun nuovo visto, l’impatto annuo stimato potrebbe essere largo circa
attorno a 600 milioni di dollari. Non così impattante per un colosso tech”.
In altre parole, per un gruppo che genera ricavi annuali nell’ordine delle centinaia di miliardi, una
spesa di questa dimensione è assorbibile; per un’impresa giovane, con margini ancora fragili, lo
stesso costo per singola assunzione può cambiare i piani di sviluppo.
“L’impatto sulle capacità di reclutamento potrebbe esserci per le aziende a minor valore
aggiunto e che quindi potrebbero risentire maggiormente dei costi e delle nuove difficoltà
procedurali”, aggiunge Zaccagnini. Anche per le società più grandi, comunque, la questione non
è soltanto contabile: se diventa più difficile portare negli Stati Uniti ricercatori e ingegneri, una
parte delle attività può spostarsi altrove.
“Vedremo come verranno poi definite le norme ma
siamo dell’idea che le grandi aziende riusciranno ad assorbire l’impatto”, dice il gestore.



